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venerdì 8 ottobre 2010

Un sito appoggia l'attacco

Pazzoide

Ho trovato un sito (potete vedere le fonti) che appoggia l'attacco. Scrive:
«Sanzionata la libreria di C.L.».
Sanzionata? Io non penso che entrerò mai in C.L. come in qualsiasi altro collettivo universitario, ma che cavolo vuol dire che è stata sanzionata? Per cosa è stata punita? Io non sono mai stato trattato male in quella libreria e da chi lavora in essa. Quindi perché "sanzionarla" lanciando delle molotov? Bisogna minacciare con delle mazze chi è lì solo perché la pensa diversamente in politica o solo perché è religioso? E perché non parlano di quello che è successo? Perché non descrivono come è stata "sanzionata" la libreria? Hanno paura?
Questa gente è fuori di melone. Si sente forte solo in gruppo...
Comunque il sito che appoggia l'attacco è di estrema sinistra, ma dubito che la "marea nera" lo fosse... Semplicemente, chi ha scritto l'articolo esprime la sua "felicità" solo perché è stata attaccata la libreria della rivale C.L. e dà per scontato che siano stati dei "compagni" ad attaccarla. O, almeno, credo che sia così... Non so ancora chi ha attaccato la libreria, però ripeto: dubito che i comunisti o i super-ambientalisti vestano di nero... Anche se non so perché un gruppo nazista dovrebbe attaccare la libreria di C.L. lasciando la libreria di Sinistra Universitaria, lì a due passi, totalmente intatta...

FONTI:
-Attacco alla libreria - Milano X

Naziskin (o anarchici?) attaccano la C.U.S.L.

Naziskin

Oggi sono andato alla cartolibreria dell'università, la C.U.S.L. (credo che sia gestita dai membri di Comunione e Liberazione) a comprare un normale raccoglitore. Una volta acquistato, sono uscito tutto tranquillo e sereno, ma poi ho visto un uomo tutto tatuato e rasato che ha cominciato a gridare "Sentite che puzza!". Solo dopo ho visto dietro di lui una marea di ragazzi, tutti vestiti di nero, anche incappucciati. Alcuni avevano pure le mazze. Hanno poi cominciato a gridare bestemmie e a provocare senza farsi troppi problemi. Probabilmente cercavano lo scontro con quelli di C.L., che si erano letteralmente blindati all'interno della libreria da cui ero appena uscito. Per non rimanere coinvolto, sono sgattaiolato nei piani alti. Pochi minuti dopo ho sentito una forte esplosione. Mi sono affacciato: il gruppo "nero" si stava allontanando. C'era una forte puzza di bruciato. Quando sono sceso ho trovato l'insegna della C.U.S.L. completamente distrutta, la canna dell'estintore per terra, un sacco di acqua dappertutto e le bottiglie delle molotov sul pavimento.

mercoledì 22 settembre 2010

La lettera di Valerie

La Scarlett Carson di Valerie

So che non posso in nessun modo convincerti che questo non è uno dei loro trucchi, ma non mi interessa. Io sono io.
Mi chiamo Valerie. Non credo che vivrò ancora a lungo e volevo raccontare a qualcuno la mia vita. Questa è l'unica autobiografia che scriverò e... Dio... Mi tocca scriverla sulla carta igienica.
Sono nata a Nottingham nel 1985. Nono ricordo molto dei miei primi anni, ma ricordo la pioggia. Mia nonna aveva una fattoria a Totalbrook e mi diceva sempre che Dio è nella pioggia.
Superai l'esame di terza media ed entrai al liceo femminile. Fu a scuola che incontrai la mia prima ragazza: si chiamava Sara. Furono i suoi polsi... Erano bellissimi. Pensavo che ci saremmo amate per sempre. Ricordo che il nostro insegnante ci disse che era una fase adolescenziale, che sarebbe passata crescendo. Per Sara fu così, per me no.
Nel 2002 mi innamorai di Christina. Quell'anno confessai la verità ai miei genitori. Non avrei potuto farlo senza Chris che mi teneva la mano. Mio padre ascoltava, ma non mi guardava. Mi disse di andarmene e di non tornare mai più. Mia madre non disse niente. Ma io avevo detto solo la verità, ero stata così egoista? Noi svendiamo la nostra onestà molto facilmente, ma in realtà è l'unica cosa che abbiamo, è il nostro ultimo piccolo spazio... All'interno di quel centimetro siamo liberi.
Avevo sempre saputo cosa fare nella vita e nel 2015 recitai nel mio primo film: "Le pianure di sale". Fu il ruolo più importante della mia vita, non per la mia carriera, ma perché fu lì che incontrai Ruth. La prima volta che ci baciammo capii che non avrei mai più voluto baciare altre labbra al di fuori delle sue.
Andammo a vivere insieme in un appartamentino a Londra. Lei coltivava le Scarlett Carson per me nel vaso sulla finestra e la nostra casa profumava sempre di rose. Furono gli anni più belli della mia vita.
Ma la guerra in America divorò quasi tutti e alla fine arrivò a Londra.
A quel punto non ci furono più rose... Per nessuno...
Ricordo come cominciò a cambiare il significato delle parole. Parole poco comuni come "fiancheggiatore" e "risanamento" divennero spaventose, mentre cose come Fuoco Norreno e gli articoli della fedeltà divennero potenti. Ricordo come "diverso" diventò "pericoloso". Ancora non capisco perché ci odiano così tanto.
Presero Ruth mentre faceva la spesa. Non ho mai pianto tanto in vita mia. Non passò molto tempo prima che venissero a prendere anche me.
Sembra strano che la mia vita debba finire in un posto così orribile, ma per tre anni ho avuto le rose e non ho chiesto scusa a nessuno.
Morirò qui... Tutto di me finirà... Tutto... Tranne quell'ultimo centimetro... Un centimetro... E' piccolo ed è fragile, ma è l'unica cosa al mondo che valga la pena di avere. Non dobbiamo mai perderlo, o svenderlo, non dobbiamo permettere che ce lo rubino...
Spero che, chiunque tu sia, almeno tu, possa fuggire da questo posto; spero che il mondo cambi e le cose vadano meglio, ma quello che spero più di ogni altra cosa è che tu capisca cosa intendo quando dico che anche se non ti conosco, anche se non ti conoscerò mai, anche e non riderò e non piangerò conte e non ti bacerò mai, io ti amo, dal più profondo del cuore... Io ti amo.
Valerie

FONTI:
-V per vendetta - Wikiquote
-Lettera di Valerie - YouTube