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martedì 12 ottobre 2010

Citazioni di Aristotele

Aristotele

Aristotele (384-322 a.C.) fu un importantissimo filosofo greco. È noto come "filosofo dell'immanenza".

  • La filosofia non serve a nulla, dirai, ma sappi che proprio perché priva il legame di servitù è il sapere più nobile.
  • Una rondine non fa primavera.
  • Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero.
  • La speranza è il sogno di chi è sveglio.
  • La natura non fa nulla di inutile.
  • L'amicizia è un'anima che abita in due corpi, un cuore che abita in due anime.
  • L'amore è cercare ciò di cui siamo privi.
  • Gli uomini diventano filosofi perché sono dotati della capacità di meravigliarsi.
  • Non esiste un vero genio senza una dose di follia.
  • Pensate da uomini saggi, ma parlate da gente comune.
  • Chi non conosce il suo limite tema il suo destino.
  • Siamo portati tutti a dirigere la nostra ricerca non in relazione all'argomento in sé, ma piuttosto alle opinioni dei nostri antagonisti; e anche quando interroghiamo noi stessi, portiamo l'indagine solo fino al punto in cui non intravediamo più obiezioni.
  • Un'assurdità plausibile è sempre migliore di una possibilità che non convince.
  • I vecchi sono due volte bambini.

Siamo i nostri geni?

Edoardo Boncinelli

Riporto un articolo di Tommy Cappellini.
Come spiega questo determinismo il genetista Edoardo Boncinelli? 
«La domanda è inquadrata in una ideologia in cui sapere equivale a essere schiavi. Ma è l’esatto contrario. Più cose conosco e più elevata è la mia libertà e con essa la mia responsabilità. Sì, esistono delle “condanne” genetiche. Sono le malattie monofattoriali: la distrofia muscolare, la talassemia. Non coprono più dell’un per cento di tutti gli esseri umani. Per i rimanenti, i geni portano solo una “predisposizione” alle malattie, che possono anche non svilupparsi. Dipende pure dallo stile di vita, dipende da noi».
Questo in ambito patologico. Ma in quello morale?
«Essere geneticamente determinati all’omosessualità, a essere dittatori o razzisti, sono tutte invenzioni da gazzettieri. Poco fa ho letto di un gene che predispone alla curiosità, all’istinto esplorativo. Una fandonia. I dati che abbiamo ci mostrano la predisposizione, determinata dai geni, a certi avvenimenti. Niente di più. Non siamo infinitamente liberi, siamo però molto liberi, e quando siamo a conoscenza delle nostre predisposizioni siamo più attenti al nostro comportamento».
È un atto di fede?
«Ma no. Si è detto che i maschi che hanno due cromosomi ipsilon sono predisposti alla violenza. Assurdo: è solo il desiderio, peraltro non condannabile, di scusare chi si comporta male. La neuro-etica come la neuro-estetica, cioè quelli che trovano il senso della bellezza scritto nei geni, è solo una moda giornalistica. In realtà viviamo sempre in un’imponderabilità dei fatti e dei comportamenti. Cioè in una libertà concreta».


FONTI:
-Articolo di Cappellini - Terzo triennio
-Edoardo Boncinelli - Wikipedia

lunedì 11 ottobre 2010

Russell odiava Schopenhauer?

Russell mentre fuma la pipa di Russell

Ecco cosa scrisse su di lui:
«E neppure è sincera la sua dottrina, se ci è lecito giudicare dalla vita di Schopenhauer. Abitualmente pranzava bene, ad un buon ristorante; ebbe molti amori triviali, sensuali, ma non appassionati; era eccezionalmente litigioso ed avaro fuori dal comune. Una volta lo annoiava una cucitrice di una certa età che stava chiacchierando con una amica fuori della porta del suo appartamento. Egli la gettò giù dalle scale, causandole lesioni permanenti. Ella ottenne una sentenza che lo costringeva a pagarle una certa somma (15 talleri) ogni trimestre finché viveva. Quando alfine ella morì, dopo 20 anni, Schopenhauer annotò nel suo libro dei conti: "Obit anus, abit onus (La vecchia muore, il debito cessa)". È difficile trovare nella sua vita prove di una qualunque virtù, tranne l'amore per gli animali, che spinse fino al punto di opporsi alla vivisezione nell'interesse della scienza. Sotto tutti gli altri aspetti era un completo egoista. È difficile credere che un uomo profondamente convinto della virtù dell'ascetismo e della rassegnazione non abbia mai fatto nessun tentativo d'applicare nella pratica le sue convinzioni».
Visto il grande pessimismo, pensavo che andassero d'accordo... E invece...

FONTI:
-Russell su Schopenhauer - Wikiquote

domenica 10 ottobre 2010

Citazioni di Arthur Schopenhauer

Arthur Schopenhauer

Arthur Schopenhauer (1788-1860) fu un filosofo tedesco. Padre del pessimismo cosmico e del "non-sense".

  • Se ad un dio si deve questo mondo, non vorrei essere quel dio: l'infelicità che vi regna mi strazierebbe il cuore.
  • All'uomo intellettualmente dotato la solitudine offre due vantaggi: prima di tutto, quello di essere se stesso e, in secondo luogo, quello di non essere con gli altri.
  • Si deve all'animale non pietà, ma giustizia.
  • Chi è amico di tutti non è amico di nessuno.
  • Chiunque noi siamo e qualunque cosa possediamo, il dolore, che è l'essenza della vita, non si lascia rimuovere.
  • Le altre parti del mondo hanno le scimmie, l'Europa ha i Francesi. La cosa si compensa.
  • L'uomo è l'unico animale che provoca sofferenza agli altri senza altro scopo che la sofferenza tale.
  • Il Giudizio universale è il mondo stesso.
  • La vita umana è un continuo oscillare tra dolore e noia.
  • Per non diventare molto infelici, il metodo più sicuro sta nel non pretendere di essere molto felici.
  • Chi legge pensa con la testa altrui.

Citazioni di Antonio Gramsci

Antonio Gramsci

Antonio Gramsci (1891-1937) fu un politico e filosofo italiano.

  • La storia insegna, ma non ha scolari.
  • Lo studio è un mestiere.
  • L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.

mercoledì 6 ottobre 2010

Citazioni di Alexis de Tocqueville

Alexis de Tocqueville

Alexis de Tocqueville (1805-1859) fu un visconte e filosofo francese.

  • E' nel sonno della pubblica coscienza che maturano le dittature.
  • Le religioni, volendo estendere il proprio potere al di fuori del loro campo, rischiano di non essere creduti in nessun campo.
  • In un Paese in cui regni apertamente il dogma della sovranità del popolo, la censura è non solo un pericolo, ma anche un'assurdità.
  • Ciò che il volgo chiama tempo perso, è spesso tempo guadagnato.
  • Può accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali porti gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro.
  • La storia è una galleria di quadri dove ci sono pochi originali e molte copie.

Citazioni di Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni (1785, 1873) fu uno scrittore, filosofo, poeta e senatore a vita italiano. Scrisse opere come "I promessi sposi" e "Adelchi", oltre a numerose poesie come "Il cinque maggio".

  • Non tutto ciò che viene dopo è progresso.
  • La disgrazia è una visita del Signore: è un dono, una ricchezza, quasi un privilegio.
  • Bisogna sempre dire francamente e chiaramente le cose al proprio avvocato: sarà lui ad imbrogliarle.
  • Dio non turba le gioie dei suoi se non per preparare una cosa più grande.
  • Uno dei benefici dell'amicizia è sapere a chi confidare un segreto.
  • Questo matrimonio non s'ha da fare.
  • Sulla Terra non resta che far torto o patirlo. Una feroce forza il mondo possiede.
  • E' la falce che pareggia tutte le erbe del prato...

sabato 25 settembre 2010

Come riconoscere uno scientista?

Massimo Mazzucco a Canale 5


L'altro giorno ho letto un articolo di Massimo Mazzucco. Nel finale, Mazzucco illustra un metodo per riconoscere uno scientista. Ecco quale dovrebbe essere il dialogo che una persona (P) dovrebbe fare per poter riconoscere uno scientista (S):
P: «C'è una persona che riesce a guarire gli altri con le sole mani».
S: «Non ci credo: va contro tutta la letteratura medica».
P: «La scienza ha dimostrato che lui, quella persona in particolare, non sa curare gli altri?».
Secondo Mazzucco, a questo punto, se la risposta è "sì", allora sono stati svolti degli studi, se la risposta è "no", allora ci ritroviamo di fronte allo scientismo.
Il che, però, è sbagliato. Vi faccio un esempio:
P: «Il mio asino vola».
S: «Non ci credo: gli asini non possono volare, vista la loro anatomia».
P: «La scienza ha dimostrato che il mio asino non sa volare? Hanno svolto delle indagini sul mio asino?».
S: «No...».
Eppure, a me sembra ingiusto accusare di scientismo lo scienziato: anche io sarei rimasto scettico di fronte a tale affermazione. Le teorie anti-scientifiche sono e possono essere tante.


Ma cos'è lo scientismo? Come lo si riconosce?
Secondo Wikipedia, lo scientismo è una concezione secondo cui la conoscenza scientifica può espandersi in tutti i campi, compresa la religione, l'etica e la politica.
Guardiamo un attimo la dialettica trascendentale di Immanuel Kant, in cui mostra la fallacia logica di chi, studiando ed analizzando la scienza, cerca di trarre conclusioni universali:
-L'anima non può essere studiata dalla psicologia: l'anima è un'entità incorruttibile, immortale e puramente metafisica, mentre l'io penso, oggetto di studio della psicologia, come la coscienza (oggi studiata dalla neuroscienza), sono entità che si allontanano dalle definizioni di anima, per cui l'anima non è oggetto di studio.
-Il senso del mondo non può essere studiato dalla cosmologia. Quest'ultima non potrà mai, effettivamente, essere completa, poiché si basa solo sui fenomeni osservabili (ed effettivamente la materia studiabile è solo il 5% dell'universo). Senza contare che il metodo popperiano si basa sulla falsificabilità: anche per questo è impossibile formulare una "teoria del tutto" (e quelle teorie del tutto di cui si sente parlare sono solo "boutade", poiché solo questo universo è osservabile, noi non possiamo osservare un multiverso o un megaverso, ad esempio). Non essendo essa perfetta, non avrebbe senso nemmeno trarre conclusioni filosofiche da essa.
-Dio è l'oggetto di studio della teologia. Giungere ad una prova razionale della Sua esistenza/non esistenza è impossibile, poiché Esso verrebbe ricondotto ad un fenomeno intellegibile. Nel momento in cui Dio viene definito, allora diventa razionale e intellegibile e quindi limitato e soggetto a critiche razionali e scientifiche e anche a successive revisioni di definizione. Dio può essere qualsiasi cosa, può essere Creatore, può essere Ordine universale senza essere per forza Causa prima. Dio (compreso il Dio cristiano, ovvero un Dio che porrà fine alle ingiustizie nel "regno delle anime") non è intellegibile. Non è comprensibile. La fede, per Kant, più inattaccabile è la fede che si mette al riparo da qualsiasi tentativo razionale di screditarla. Tentare quindi di screditare una vera fede con basi scientifiche (come l'evoluzione) o filosofiche, è quindi commettere una fallacia logica, poiché la fede solida resiste a tutte le prove razionali della sua infondatezza.
Kant spiega perfettamente, quindi, che la scienza, come la conoscenza o la ragione, non possono essere considerate un criterio valido per analizzare certe questioni.
Secondo quest'ottica, uno scientista è quindi:
-Colui che, sulla base di conoscenze psicologiche o neuroscientifiche, fornisce concetti  di "anima"
-Colui che, sulla base di conoscenze cosmologiche, parla di senso del mondo
-Colui che, su basi logiche, razionali o scientifiche, pretende di conoscere Dio, di scoprire la sua esistenza o sulla sua non-esistenza.
Lo scientismo è solo questo? Solo chi crede di trarre conclusioni su Dio, sul senso del mondo e sull'anima da basi scientifiche? Ovviamente no. Lo scientismo è allargabile a molto di più.
Lo scientista, ad esempio, non può trarre conclusioni morali dalla scienza. Se così fosse, allora sbucherebbero come niente dei pazzi che riterranno inferiori le persone con una genetica più incompleta, meno normale o meno sana. E gente di questo tipo esiste lo stesso...
Ma lo scientista, a mio modo di vedere, non è solo chi "invade" il campo altrui riducendo fattori non empirici a fattori empirici. È anche chi si chiude in se stesso, chi non è aperto al confronto con altre correnti di pensiero diverse dalla sua (correnti di pensiero scientifiche, ovviamente), chi crede di avere la verità in tasca, che le suo convinzioni scientifiche siano inconfutabili, quando proprio Popper spiega benissimo che ciò che è scientifico deve essere falsificabile.

FONTI:
-Mazzucco: "Come riconoscere lo scientismo" - Luogo comune
-Scientismo - Wikipedia
-Dialettica trascendentale - Wikipedia
-Karl Popper - Wikipedia