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martedì 12 ottobre 2010

Siamo i nostri geni?

Edoardo Boncinelli

Riporto un articolo di Tommy Cappellini.
Come spiega questo determinismo il genetista Edoardo Boncinelli? 
«La domanda è inquadrata in una ideologia in cui sapere equivale a essere schiavi. Ma è l’esatto contrario. Più cose conosco e più elevata è la mia libertà e con essa la mia responsabilità. Sì, esistono delle “condanne” genetiche. Sono le malattie monofattoriali: la distrofia muscolare, la talassemia. Non coprono più dell’un per cento di tutti gli esseri umani. Per i rimanenti, i geni portano solo una “predisposizione” alle malattie, che possono anche non svilupparsi. Dipende pure dallo stile di vita, dipende da noi».
Questo in ambito patologico. Ma in quello morale?
«Essere geneticamente determinati all’omosessualità, a essere dittatori o razzisti, sono tutte invenzioni da gazzettieri. Poco fa ho letto di un gene che predispone alla curiosità, all’istinto esplorativo. Una fandonia. I dati che abbiamo ci mostrano la predisposizione, determinata dai geni, a certi avvenimenti. Niente di più. Non siamo infinitamente liberi, siamo però molto liberi, e quando siamo a conoscenza delle nostre predisposizioni siamo più attenti al nostro comportamento».
È un atto di fede?
«Ma no. Si è detto che i maschi che hanno due cromosomi ipsilon sono predisposti alla violenza. Assurdo: è solo il desiderio, peraltro non condannabile, di scusare chi si comporta male. La neuro-etica come la neuro-estetica, cioè quelli che trovano il senso della bellezza scritto nei geni, è solo una moda giornalistica. In realtà viviamo sempre in un’imponderabilità dei fatti e dei comportamenti. Cioè in una libertà concreta».


FONTI:
-Articolo di Cappellini - Terzo triennio
-Edoardo Boncinelli - Wikipedia

domenica 10 ottobre 2010

Citazioni di Archimede da Siracusa

Archimede da Siracusa

Archimede da Siracusa (287-212 a.C.) fu un illustre scienziato greco.

  • Non toccare i miei disegni! (a un soldato che stava per ucciderlo)
  • Datemi una leva e vi solleverò il mondo.

Citazioni di Antoine Lavoisier

Antoine Lavoisier

Antoine Lavoisier (1743-1794) fu un chimico è francese. E' considerato il padre della chimica.

  • Nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.

giovedì 7 ottobre 2010

Come può Nature pubblicare uno studio del genere?

La rivista Nature

Nel 1998 Nature ha pubblicato uno "studio", un sondaggio, in cui si chiedevano ai più "grandi" scienziati della National Academy of Science se credessero in Dio oppure no. Secondo questo "studio", solo il 7% dei "grandi" scienziati credeva in Dio, nel '98.
Vedo costantemente che gli atei pubblicano questo studio sui propri siti in continuazione. Ma hanno letto attentamente?
-Lo studio è stato condotto da un giornalista (Larry Witham) e da un insegnante di storia (Edward Larson), due atei dichiarati (diciamo pure anticlericali vecchio stampo) che contrappongono continuamente scienza e fede, un po' come facevano 300 anni fa (vedete pure le loro pubblicazioni)... Secondo voi, sono imparziali? E come possono capire (o decidere?) queste due persone quali sono i principali scienziati se non sono nemmeno uomini di scienza?
-Mentre tutti gli studi che compaiono su riviste di statistica vengono svolti facendo numerose domande ad almeno decine di migliaia di persone, lo "studio" di Nature è stato condotto su un campione di appena 400 persone (e nel N.A.S. ci sono migliaia di iscritti, 400 sono veramente pochi), a cui sono state poste solo due domande...
-Con quale criterio hanno deciso chi è "grande" e chi no? Hanno fatto un test a tutti gli scienziati?
-Gli scienziati detengono la verità assoluta? A me sembra che loro non abbiano studiato all'università filosofia o teologia... Su Dio possono pronunciarsi, ma dovrebbero farlo alzando le mani...
Possiamo quindi considerare attendibile lo studio? Verso la fine dell'articolo, il presidente della National Academy of Science "attacca":
«Ci sono molti eccellenti membri di questa accademia che sono persone molto religiose, persone che credono nell'evoluzione, anche biologi».
E mentre gli atei sono, per questo "studio", al 72%, ecco che nel 2010 la Oxford University pubblica uno studio della sociologa Elaine Ecklund che ha intervistato i più importanti scienziati (1700 iscritti al N.A.S., più di quelli di Nature): il risultato è che solo il 30% di loro si dichiara ateo e solo il 15% crede che la scienza abbia escluso Dio. E i credenti? Intorno al 50%... Che conclusione ne dobbiamo trarre? Che gli scienziati atei siano pochi, contrariamente a quel che dicono Witham e Larson? Per me no: dobbiamo semplicemente capire che chi svolge questi sondaggi è in grado di pilotare con astuzia i risultati decidendo a chi fare le domande e come porgliele. Da qui la differenza abissale dei risultati. Per questo entrambi gli studi, per me, non vanno presi in considerazione, né sfoggiati come verità assolute con lo scopo di screditare il "nemico".
Poi, ovviamente, ognuno fa quello che vuole, crede a quello che vuole e mostra quello che vuole... È il gioco delle parti, in questo caso retto dal principio di autorità...
Io, personalmente, non penso che gli scienziati credenti siano solo al 7%...

FONTI:
-Studio di Nature - Sito di Sthephen Gold
-Larry Witham -Sito di Larry Witham
-Edward Larson - Wikipedia
-Studio della Oxford University - Oxford University Press
-Elaine Ecklund - Sito di Elaine Ecklund

giovedì 30 settembre 2010

Citazioni di Albert Einstein

Albert Einstein

Albert Einstein (1879-1955) fu un fisico e filosofo tedesco. Vinse il premio Nobel nel 1921 per i suoi contributi alla fisica teoretica e per la scoperta della legge dell'effetto fotoelettrico. Espose la teoria della relatività e contribuì a plasmare la meccanica quantistica.

  • La teoria è quando sai tutto e non funziona niente, la pratica è quando funziona tutto e non sai il perché.
  • Non posso credere che Dio giochi a dadi con l'universo.
  • Il mondo è quel disastro che vedete non tanto per i guai dei malfattori, ma per l'inerzia dei giusti che se ne accorgono e stanno lì a guardare.
  • Ci sono due cose infinite nell'universo: l'universo e la stupidità umana. E della prima non ne sono sicuro...
  • È più facile rompere un atomo che un pregiudizio.
  • Il valore di un uomo dovrebbe essere misurato in base a quanto dà e non in base a quanto è in grado di ricevere.
  • Un giorno le macchine saranno in grado di risolvere tutti i problemi, ma mai nessuna di esse potrà mai porne uno.
  • Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell’essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell'incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio.
  • La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero. Sta qui il seme di ogni arte, di ogni scienza. L'uomo per cui non è più familiare questo senso del mistero, che ha perso la facoltà di umiliarsi davanti alla creazione è come un uomo morto.
  • Non so con quali armi verrà combattuta la Terza guerra mondiale, ma la Quarta verrà combattuta con clave e pietre.
  • La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso.
  • Tutti sanno che una cosa è impossibile da realizzare, finché arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.
  • Il caso è la via che Dio usa quando vuole restare anonimo.
  • L'eterno mistero del mondo è la sua comprensibilità.
  • La scienza senza la religione è zoppa, la religione senza la scienza è cieca.